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10 lug 2023
I TITOLI DEI GIORNALI E LE DICHIARAZIONI DI GUERRA ALLA PLASTICA: QUAND’È CHE LA FACCIAMO FINITA?
Le parole, qualcuno diceva, sono importanti. Lo sono, lo sono senz'altro. E quando si leggono certi titoli, si fa forse un po' meno fatica a capire perché la plastica continua a essere additata come uno dei mali assoluti del nostro tempo.
OGNI GIORNO UN TITOLO "A EFFETTO"
"Il Comune dichiara guerra alla plastica". Non è importante riportare la testata che l'ha scritto. È un giornale online qualsiasi, preso in una data qualsiasi. Quasi tutti i giorni, del resto, ci si imbatte in titoli un po' superficiali di questo tipo e l'associazione "dichiarazione guerra-plastica" è sempre tra le più gettonate.
LA PLASTICA NON È IL NEMICO
Al netto delle iperboli utilizzate dai giornalisti per fare titoli a effetto, viene da chiedersi perché?
Perché si ricorre a un lessico tanto violento quando si parla di plastica?
Come si fa a ragionare serenamente su questa preziosa risorsa per trovare soluzioni condivise ad alcuni problemi oggettivi, quando l'opinione pubblica, soprattutto la parte più distratta, viene continuamente "bombardata" (giusto per restare nel campo del linguaggio militare) da messaggi di questo tipo?
La plastica non è un nemico contro cui dichiarare guerra. Sarebbe ora lo capissero anche quei giornalisti che continuano a riproporre la metafora frusta della chiamata alle armi. Potrebbe sembrare una questione di lana caprina; non lo è. Come tutte le questioni che hanno a che fare col linguaggio. I cambiamenti cominciano spesso dalle parole.
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