12 gen 2024

ANNO NUOVO, NUOVE TECNOLOGIE: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AIUTERÀ A RIPULIRE GLI OCEANI DALLA PLASTICA MONOUSO

Lo diciamo da sempre: la plastica monuso gettata nell'ambiente è una bomba ecologica. L'intelligenza artificiale può venirci in aiuto: un gruppo di ricerca dell'EPFL e dell'Università di Wageningen ha sviluppato un nuovo modello di intelligenza artificiale che permette di riconoscere le isole di rifiuti in maniera più veloce ed efficiente. A raccontarlo è il bel portale Innovando.

 

COME INDIVIDUARE I DETRITI DI PLASTICA NEGLI OCEANI

Pubblicato su Cell iScience, il nuovo studio ha messo sotto la lente di ingrandimento come individuare i detriti di plastica che vagano negli oceani: i ricercatori hanno sviluppato un rilevatore basato sull'intelligenza artificiale che stima la probabilità della presenza di detriti marini nelle immagini satellitari, aiutando a individuare e rimuovere sistematicamente la plastica dai mari del mondo.

 

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE IDENTIFICA LA PLASTICA SPOSTATA DA PIOGGE E INONDAZIONI

Come spiega Marc Russwurm, «il rilevatore rimane preciso anche in condizioni più difficili, per esempio quando la copertura nuvolosa e la foschia atmosferica rendono difficile per i modelli esistenti identificare con precisione i detriti marini». Individuare la plastica anche quando le condizioni atmosferiche lo rendono complicato è molto importante, perché spesso la plastica viene trascinata in acque aperte a causa delle piogge e delle inondazioni. Le osservazioni di Sentinel-2 sono state integrate con le immagini di PlanetScope, una costellazione di diverse centinaia di piccoli CubeSat che scandagliano la Terra ogni giorno con una risoluzione di 3-7 milioni di pixel. «La combinazione settimanale di Sentinel-2 con le acquisizioni giornaliere di PlanetScope può colmare il divario verso il monitoraggio quotidiano continuo. Inoltre, PlanetScope e Sentinel-2 a volte catturano la stessa zona di detriti marini nello stesso giorno, a soli pochi minuti di distanza. Questa doppia visione dello stesso oggetto in due posizioni rivela la direzione della deriva dovuta al vento e alle correnti oceaniche sull'acqua. Tali informazioni possono essere utilizzate per migliorare i modelli di stima della deriva dei detriti marini. I modelli imparano da esempi forniti da oceanografi e specialisti di telerilevamento, che hanno identificato visivamente diverse migliaia di casi di detriti marini nelle immagini satellitari in località di tutto il mondo. In questo modo hanno "addestrato" il modello a riconoscere i detriti di plastica».

FOTO DA SITO INNOVANDO DA EFPL /JAXA



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